Da ieri Skype è inutilizzabile per continue disconnessioni ai server. Tecnicamente il problema riguarda la parte centralizzata del sistema, cioè i server che contengono le Directory (gli elenchi ed altro). Il problema è stato ufficializzato dalla stessa Skype, che parla di problemi software (anche se girano voci di un attacco mirato, tutte da verificare, ma tant’è.. ).
Il punto, secondo me, è questo: può un servizio di dimensioni mondiali (centinaia di milioni di utenze, per capirci) che viene proposto come alternativa al telefono, che ha potenzialità immense, rimanere closed source? Sia che il disservizio sia causato da un baco, sia che esista un attacco vero e proprio, il mondo di skype è fermo in attesa di una soluzione che può arrivare solo dal gruppo di lavoro di Skype. Non ho dubbi sulle capacità del gruppo (la cui affidabilità è sotto gli occhi di tutti), ma il confronto con la “comunità ” in questi casi semplicemente non regge. Ha grosse difficoltà una certa Microsoft, mentre altri colossi come IBM, Sun e Oracle hanno un atteggiamento sempre più collaborativo (Oracle, per citare un caso, considera linux come la futura piattaforma di riferimento ufficiale).
Il mondo Open è un’opportunità , anche di business. Ma va compresa e, come ogni innovazione “pesante”, fa paura. La cosa che non capisco è come possa avere paura chi ha inventato Skype.

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